mercoledì, 07 dicembre 2005
Una bugia è come una palla di neve: quanto più rotola, tanto più s'ingrossa.

- Lutero -
















postato da: RobDeMatt alle ore 14:27 | Permalink | commenti (3)
categoria:
sabato, 03 dicembre 2005
Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli,
d'aeree frane!

Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha piene le crepe
di valerïane.

Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che danno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.

Nascondi le cose lontane
Che vogliono ch'ami e che vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...

Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io veda il cipresso
là, solo,
qui, quest'orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.

- G. Pascoli ,Nebbia -









postato da: RobDeMatt alle ore 12:37 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 03 dicembre 2005
Anche nel filone di ricerca della scuola argentina di E. Pichon Rivière il gruppo è considerato come corpo unico la cui mente è l'E.C.R.O. (Esquema Comceptual de Riferimento y Operativo) e, da questo punto di vista, i singoli individui possono essere osservati come soggetti che interagiscono con le varie funzioni attive di un certo particolare ECRO gruppale, come i diversi organi di un corpo.
Gli individui, mentre esprimono la loro soggettività, lo fanno "inconsciamente" in risonanza con l'ECRO gruppale attivo in quel momento, divenendo per questa via "portavoci" di una sorta di auto-organizzazione gruppale.

- Ermete Ronchi, 1998 -










postato da: RobDeMatt alle ore 11:36 | Permalink | commenti (3)
categoria:
giovedì, 01 dicembre 2005
Rispetta e Favorisci ciò che è bello.

- cartello al santuario di Montevecchia -










postato da: RobDeMatt alle ore 20:04 | Permalink | commenti (1)
categoria:
martedì, 29 novembre 2005

Per chi intraprende cose belle , é bello soffrire , qualsiasi cosa gli tocchi .
  -
Platone -









postato da: RobDeMatt alle ore 18:19 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, 27 novembre 2005
Steve cercò una panchina libera. Ne trovò una sotto un albero maestoso, si avvicinò ad un lato e ci si sedette; si stava bene, l'aria era pulita, anche la giornata sembrava pulita. Pensò che aveva scelto una buona giornata.
"Ciao sono Lucia," disse la voce di una bimba.
"Ciao Lucia," disse Steve.
"Vuoi giocare con me?"
"Mi dispiace, sto già giocando con Mr. X."
"Mr. x?"
"No, Mr. X."
"E chi è?"
"E' uno che mi deve ammazzare prima di sera e ora mi starà cercando dappertutto."
"Oh... allora non puoi giocare con me?"
"Un'altra volta Lucia, grazie per l'invito."

- Alberto Veronese, Una buona giornata -
















postato da: RobDeMatt alle ore 15:42 | Permalink | commenti (2)
categoria:
sabato, 26 novembre 2005
- Quale è secondo te la maggiore potenzialità della Jamaica?
- La reggae music che corre lungo il paese, e la piccola erba che tanti giovani piantano in tutta la Jamaica. Questo perchè la cocaina ci butta solo giu e non dobbiamo coltivarla. Sono la reggae music e l'erba che possono sollevare il nostro paese. Stiamo cadendo precipitosamente giu ma con l'amore della musica la gente saprà trovare qualche strada per risollevarsi.

-
Fantan Mojah, intervista -
 









postato da: RobDeMatt alle ore 12:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:
lunedì, 21 novembre 2005
Far West. Nel saloon pieno di gente che beve e che gioca a poker ad un tratto entra un pistolero tutto vestito di nero che chiede al barista: "Barman ... un whisky". Tremante il barman prende un bicchiere, lo appoggia al bancone e lentamente versa il whisky. Il cowboy allunga la mano per prendere il bicchiere, quando arriva una scimmietta che si lava i coglioni nel whisky e scappa. Il cowboy resta impietrito, si gira, spara qualche colpo, poi, furioso, esce urlando "Ritornero'!". Il giorno dopo la scena si ripete: l'uomo in nero arriva e ordina: "Barman...un whisky". Il barman esegue, impaurito al massimo, riempie il bicchiere e lo lancia al cowboy. Questi lo afferra sicuro e sta per bere, quando arriva la scimmietta che si lava i coglioni nel whisky e scappa. Il cowboy non ci vede piu' dalla rabbia, prende il  barista per il collo e gli chiede imbracciando le pistole: "Di chi e' la scimmietta?". Il barista fa cenno verso il pianista che volta le spalle al pistolero. Questi sogghigna soddisfatto e si dirige verso il pianista e fa: "Pianista, conosci la scimmietta che si lava i coglioni nel whisky ?".  E il pianista tremando: " Mah, ci provo: quellaaa scimmietta chee...si lavaaaaa i coglioniiii..."

- Anonimo -















postato da: RobDeMatt alle ore 10:35 | Permalink | commenti (5)
categoria:
domenica, 20 novembre 2005
Tea
Non scegliere mai il tuo Tea in fretta perché poi te lo devi bere.

- Anonimo -







postato da: RobDeMatt alle ore 09:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:
sabato, 19 novembre 2005
Mi immagino il paradiso come un posto dove la musica folk si incontra con quella blues.

- Mark Knopfler -













postato da: RobDeMatt alle ore 12:50 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 14 novembre 2005
E mi saltinmente bella come sei...

- Lorenz, poeta dialettale -



















postato da: RobDeMatt alle ore 10:57 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 10 novembre 2005
E come il vento odo stormir tra queste piante,
io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando...

- Giacomo Leopardi -



























postato da: RobDeMatt alle ore 19:48 | Permalink | commenti (4)
categoria:
domenica, 06 novembre 2005
... si contempla realmente al di sopra di sè, con una sorta di orgogliosa sorpresa, i ghiacci eterni, e, nel contrasto sorprendente di questo cammino così fragile e audace... si riconosce l'intelligenza vittoriosa sulle forze brute, e l'uomo, re della Natura.
 
 -R. Toeppfer  -














postato da: RobDeMatt alle ore 16:20 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 05 novembre 2005
Il prato era in pieno rigoglio, verde e morbido come un mare quieto luccicante al sole. All'estremità più settentrionale c'era il cascinale, deserto in quell'ora di calma pomeridiana e tutt'intorno il silenzio che il brusio degli insetti della campagna sembrava sottolineare ed accrescere, fatto com'era della mancanza delle voci e dell'operosità dell'uomo. L'uomo ascoltava la pace dei suoi campi e godeva della vista dell'erba prospera e sana. Era un grande uomo bruno, dagli occhi attenti e profondi; se ne stava appoggiato al tronco della quercia che con la cima dominava il suo mondo...

- Incontri, Daniela Manzini -













postato da: RobDeMatt alle ore 17:03 | Permalink | commenti (3)
categoria:
martedì, 01 novembre 2005
Lenta e rosata sale su dal mare / la sera di Liguria, perdizione / di cuori amanti e di cose lontane.

-Vincenzo Cardarelli, Sera di Liguria-























postato da: RobDeMatt alle ore 14:54 | Permalink | commenti (2)
categoria:
martedì, 01 novembre 2005
A Chillàn, nelle notti fredde, rammento un immenso braciere che si accendeva in cortile molto per tempo, i carboni mandavano scintille fino a diventare quasi cenere per ricevere una enorme tortilla che si metteva nella brace calda e cresceva poco a poco sotto il nostro sguardo ansioso. [...] D’improvviso, i venditori che passavano la sera, piovesse o tuonasse, gridavano: «Pinoli e castagne calde!». Era un rito: quando sentivo quei richiami uscivo di corsa, e il venditore stava già sulla porta. Sorridendo alzava la lampada per guardarmi in viso, doveva divertirlo quella ragazzina che osservava tutto così ansiosamente. E allora si muoveva come in un cerimoniale: alzava la sua coperta di Castiglia, ed ecco che appariva un grande canestro avvolto in tovaglioli candidi. Sempre sorridendo scostava i tovaglioli, un bel tepore usciva dalle castagne che mi bruciavano le mani. Come faceva a conservare quel calore? Prendeva i miei soldi, salutava, rimetteva il canestro sotto la coperta e, facendo ondeggiare la lampada, se ne andava sotto la pioggia che scivolava sulla coperta senza bagnarla. «Castagne e pinoli caldi caldi!», cantava. Le castagne e l’uomo si davano calore a vicenda.

- M. Urrutia, La mia vita con Pablo Neruda -



















postato da: RobDeMatt alle ore 12:42 | Permalink | commenti (4)
categoria:
sabato, 29 ottobre 2005
Per sposarti devi avere testimoni, come per un incidente.

- S. Guitry -






postato da: RobDeMatt alle ore 16:21 | Permalink | commenti (3)
categoria:
sabato, 29 ottobre 2005
(...) Appostavano la ragazza quando essa andava alla fontana oppure alla campagna e le portavano via il fazzoletto dalla testa, cosa per se stessa di poco rilievo, ma che per l’opinione pubblica era ritenuta un crimine; allora avvenivano i litigi, guerre, il matrimonio si combinava e si faceva bonaccia.

- Usi, costumi, credenze e superstizioni di un paese alle pendici del Poro.
-







postato da: RobDeMatt alle ore 11:53 | Permalink | commenti (2)
categoria:
venerdì, 28 ottobre 2005

"ecco il problema di chi beve, pensai, versandomi da bere. se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa."

- Charles Bukowski -











postato da: RobDeMatt alle ore 21:11 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 26 ottobre 2005
Se la vê de Mandell, la fa burdell;
se la vê de la vall, la vê senza fall;
se la vê de Costa, la fa de posta;
se la vê del Resegun, la fa minga del bun.

- Detto di Lecco -







postato da: RobDeMatt alle ore 21:50 | Permalink | commenti (1)
categoria: