sabato, 03 dicembre 2005
Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli,
d'aeree frane!
Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha piene le crepe
di valerïane.
Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che danno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.
Nascondi le cose lontane
Che vogliono ch'ami e che vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...
Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io veda il cipresso
là, solo,
qui, quest'orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.
- G. Pascoli ,Nebbia -




giovedì, 01 dicembre 2005
domenica, 27 novembre 2005
Steve cercò una panchina libera. Ne trovò una sotto un albero maestoso, si avvicinò ad un lato e ci si sedette; si stava bene, l'aria era pulita, anche la giornata sembrava pulita. Pensò che aveva scelto una buona giornata.
"Ciao sono Lucia," disse la voce di una bimba.
"Ciao Lucia," disse Steve.
"Vuoi giocare con me?"
"Mi dispiace, sto già giocando con Mr. X."
"Mr. x?"
"No, Mr. X."
"E chi è?"
"E' uno che mi deve ammazzare prima di sera e ora mi starà cercando dappertutto."
"Oh... allora non puoi giocare con me?"
"Un'altra volta Lucia, grazie per l'invito."
- Alberto Veronese, Una buona giornata -






lunedì, 21 novembre 2005
Far West. Nel saloon pieno di gente che beve e che gioca a poker ad un tratto entra un pistolero tutto vestito di nero che chiede al barista: "Barman ... un whisky". Tremante il barman prende un bicchiere, lo appoggia al bancone e lentamente versa il whisky. Il cowboy allunga la mano per prendere il bicchiere, quando arriva una scimmietta che si lava i coglioni nel whisky e scappa. Il cowboy resta impietrito, si gira, spara qualche colpo, poi, furioso, esce urlando "Ritornero'!". Il giorno dopo la scena si ripete: l'uomo in nero arriva e ordina: "Barman...un whisky". Il barman esegue, impaurito al massimo, riempie il bicchiere e lo lancia al cowboy. Questi lo afferra sicuro e sta per bere, quando arriva la scimmietta che si lava i coglioni nel whisky e scappa. Il cowboy non ci vede piu' dalla rabbia, prende il barista per il collo e gli chiede imbracciando le pistole: "Di chi e' la scimmietta?". Il barista fa cenno verso il pianista che volta le spalle al pistolero. Questi sogghigna soddisfatto e si dirige verso il pianista e fa: "Pianista, conosci la scimmietta che si lava i coglioni nel whisky ?". E il pianista tremando: " Mah, ci provo: quellaaa scimmietta chee...si lavaaaaa i coglioniiii..."
- Anonimo -







martedì, 01 novembre 2005
A Chillàn, nelle notti fredde, rammento un immenso braciere che si accendeva in cortile molto per tempo, i carboni mandavano scintille fino a diventare quasi cenere per ricevere una enorme tortilla che si metteva nella brace calda e cresceva poco a poco sotto il nostro sguardo ansioso. [...] D’improvviso, i venditori che passavano la sera, piovesse o tuonasse, gridavano: «Pinoli e castagne calde!». Era un rito: quando sentivo quei richiami uscivo di corsa, e il venditore stava già sulla porta. Sorridendo alzava la lampada per guardarmi in viso, doveva divertirlo quella ragazzina che osservava tutto così ansiosamente. E allora si muoveva come in un cerimoniale: alzava la sua coperta di Castiglia, ed ecco che appariva un grande canestro avvolto in tovaglioli candidi. Sempre sorridendo scostava i tovaglioli, un bel tepore usciva dalle castagne che mi bruciavano le mani. Come faceva a conservare quel calore? Prendeva i miei soldi, salutava, rimetteva il canestro sotto la coperta e, facendo ondeggiare la lampada, se ne andava sotto la pioggia che scivolava sulla coperta senza bagnarla. «Castagne e pinoli caldi caldi!», cantava. Le castagne e l’uomo si davano calore a vicenda.
- M. Urrutia, La mia vita con Pablo Neruda -






